Diatreta Trivulzio

Diatreta Trivulzio

 

 

 

Bibe vivas multis annis

“Bevi, che tu possa vivere molti anni!”

Questo l’augurio iscritto sulla magnifica coppa in vetro che è divenuta simbolo del Civico Museo Archeologico di Milano.

Non è possibile stabilire se la coppa sia mai stata effettivamente utilizzata nel corso di un convivio o se, invece, fosse semplicemente esibita per il suo significato e per l’altissimo valore artistico.

È verosimile, invece, che il suo proprietario appartenesse alla cerchia della corte imperiale di Mediolanum: un manufatto di tal pregio, prodotto in officine specializzate di cui si ha testimonianza solo in prossimità delle capitali imperiali del IV secolo d.C., non era certo alla portata di tutti!

Possiamo quindi rievocare, lasciandoci catturare dal contrasto fra la raffinata trasparenza del fondo e i dettagli policromi della sofisticata lavorazione a giorno (da cui “coppa diatreta” ovvero “traforata”), le luci e le atmosfere delle serate nella corte dell’imperatore e sentire l’eco delle conversazioni a sfondo filosofico, politico e culturale che le accompagnavano.

Oppure percepire il fremito dell’abate Carlo Trivulzio al momento dell’acquisizione nella sua collezione di questo straordinario esemplare (1777), rinvenuto un secolo prima in una sepoltura d’alto rango nei pressi di Novara, o, ancora, il fluire dell’inchiostro steso da Carlo Amoretti nelle sue note all’edizione milanese della celebre Storia delle arti del disegno presso gli antichi del Winckelmann.

Anche se l’identità del proprietario della coppa rimane ignoto, è certo che l’augurio di lunga vita abbia funzionato, animando le fantasie di collezionisti e studiosi.

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